Un quarantatreenne di Rimini è stato rintanato ai domiciliari in seguito a un'indagine condotta dai carabinieri di Riccione. L'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e di una serie di reati connessi, tra cui l'installazione illegale di dispositivi di sorveglianza per monitorare la sua ex compagna.
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Dopo un lungo periodo di convivenza – 11 anni in totale, con due figlie minori – la relazione tra i due si è incrinata. Nonostante la fine della relazione, l'uomo ha continuato a vessare la donna, inizialmente per questioni legate alla gestione dei figli e successivamente per il suo nuovo rapporto sentimentale. La vittima è stata ripetutamente oggetto di aggressioni fisiche e verbali, costringendola a ricorrere alle cure mediche del Pronto Soccorso.
La svolta nell'inchiesta è avvenuta quando la donna ha rinvenuto in auto e in casa diversi sistemi di sorveglianza telematici. Questi dispositivi, tra cui microspie, telecamere e un GPS installato sull’auto, erano stati piazzati dall'uomo per controllare costantemente i movimenti e le attività della sua ex compagna. Un episodio particolarmente violento risale allo scorso luglio, quando a seguito di un tamponamento, l'uomo ha aperto l'auto della donna e l'ha aggredita sbattendola contro la portiera.
Il Gip Raffaele Deflorio ha emesso un’ordinanza cautelare che ha portato all’arresto domiciliare dell’indagato. Il pubblico ministero Davide Ercolani sta conducendo le indagini, raccogliendo ulteriori elementi per accertare l'entità del comportamento persecutorio e valutare la possibilità di applicare misure più severe.