L’America è alle urne per le midterm, elezioni di metà mandato che rappresentano un banco di prova per l’amministrazione Trump. Il tycoon, visibilmente teso, teme una ‘onda blu’, ovvero la conquista della maggioranza da parte dei democratici alla Camera e al Senato, scenario che lo porterebbe a una posizione di minoranza nel Congresso.
Trump ha espresso il suo timore durante un’intervista a Fox News, scherzando sulla possibilità di diventare premier di Israele, Paese per il quale ha dichiarato la volontà di interrompere gli aiuti militari da 4 miliardi di dollari. Questa mossa in extremis è volta a placare le critiche mosse dai democratici e da settori conservatori che vedono con sospetto i legami stretti tra Washington e Gerusalemme, soprattutto alla luce del conflitto in Iran.
La decisione di smarcarsi ha subito conseguenze: il rivale politico di Netanyahu, Gadi Eisenkot, ha espresso preoccupazione per la perdita di fiducia nel presidente americano, sottolineando la necessità di “fornire risposte” sullo stop agli aiuti. Il conflitto israelo-palestinese è infatti un tema caldo tra gli elettori americani, e l’aumento dei costi derivante dalla guerra (2.150 dollari a famiglia) alimenta il malcontento verso le politiche economiche del governo.
Dal fortino della Casa Bianca, dove Trump seguirà lo spoglio dei voti, l'atmosfera è di ‘cauto ottimismo’. I repubblicani, pur riconoscendo i sondaggi che danno vantaggio ai democratici, sperano in un risultato migliore. Chuck Schumer, leader dei Democratici al Senato, ha espresso cauta fiducia, sottolineando l’importanza di mantenere la calma e non cantare vittoria troppo presto.