Mestre è al centro di una crescente tensione. Il sindaco veneziano, Simone Venturini, ha respinto la richiesta di costruzione di una nuova moschea nell’area dell’ex segheria ‘Segheria’, un progetto fortemente sostenuto dalla comunità bengalese residente nella zona. La decisione ha innescato l'immediata minaccia di uno sciopero da parte della comunità, stimata a circa 40.000 fedeli tra Venezia e le aree circostanti.
Le Preoccupazioni del Sindaco e la Reazione della Comunità
Il presidente dell’associazione ‘Giovani per l’umanità’, Prince Howlander, ha dichiarato al Gazzettino che in caso di mancato via libera alla costruzione, la comunità è pronta a bloccare tutte le attività economiche locali. In particolare, si teme un impatto devastante su Fincantieri e sul turismo legato alle attività di ristorazione e alberghiere, rappresentando una minaccia concreta per l’economia della zona.
La decisione del Comune di Venezia si basa sulla valutazione che “al momento non ci sono le condizioni” per autorizzare la costruzione, considerando anche aspetti legati all'integrazione della comunità. Tuttavia, Howlander sottolinea che il progetto è nato da un dialogo pluriennale iniziato con l’ex sindaco Luigi Brugnaro e il Comune stesso, e rappresenta un diritto fondamentale per la comunità musulmana locale. La comunità si dichiara pronta a ricorrere alle vie legali e persino ad appellarvisi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La situazione evidenzia le complesse dinamiche legate all'integrazione, alla libertà religiosa e alla gestione del territorio in una città di grande importanza turistica ed economica come Venezia. Il futuro del progetto della moschea e il potenziale impatto sullo scenario economico locale rimangono incerti.