In vista dell’entrata in vigore dei nuovi tenori massimi europei (Moah) per gli idrocarburi aromatici di oli minerali, approvati a maggio dagli Stati membri, Unifol (Unione italiana famiglie olearie) lancia un appello alla filiera olivicola nazionale. La preoccupazione principale riguarda la potenziale contaminazione degli oli vergini ed extravergine durante le diverse fasi di produzione, in particolare con l'imposizione di limiti sempre più stringenti.
Un Approccio Proattivo
Il nuovo quadro normativo europeo prevede un limite iniziale di 4 mg/kg per gli oli vergini ed extravergine, destinato a scendere a 2 mg/kg nel 2028. Tuttavia, le aziende associate a Unifol hanno già da anni adottato misure preventive, operando in linea con la soglia di intervento concordata a livello europeo nel 2022, fissata a 2 mg/kg. Questo approccio proattivo si basa su un sistema rigoroso che include analisi sistematiche dei lotti, una scrupolosa qualifica dei fornitori, la tracciabilità delle partite e una stretta collaborazione con la grande distribuzione.
La strategia di Unifol mira a garantire la massima sicurezza per i consumatori italiani, difendendo la qualità dell'olio d’oliva prodotto nel paese. L'associazione sottolinea l'importanza della trasparenza e della tracciabilità lungo tutta la filiera, elementi fondamentali per tutelare l'immagine del prodotto italiano e la fiducia dei consumatori.
L'adozione di queste misure testimonia l'impegno dell'industria olearia italiana verso standard elevati di qualità e sicurezza alimentare. Unifol si impegna a monitorare costantemente l'evoluzione delle normative europee, adattando le proprie strategie per garantire la conformità e la competitività del prodotto italiano sul mercato internazionale.