Udienza Udine: Immagini e Acquisti Online nel Caso di Alessandro Venier
Gemona del Friuli – Nella Corte d’assise di Udine si è svolta un'udienza cruciale nell'inchiesta sull'omicidio di Alessandro Venier, trovato sei giorni dopo in un bidone pieno di calce nella villetta di via dei Lotti. La sessione ha visto la proiezione di elementi chiave raccolti dai carabinieri, tra cui immagini del corpo ancora vivo, acquisti online sospetti e le comunicazioni tra le due imputate: la madre, Lorena Venier, 63 anni, e la compagna, Mailyn Castro Monsalvo, 31 anni.
Il filmato registrato dalla telecamera di videosorveglianza del vicino mostra Alessandro Venier ancora in vita alle ore 14:30 del 25 luglio 2025. La scena è stata ricostruita con precisione, fornendo un punto temporale fondamentale per l'indagine. Il corpo è stato recuperato il 31 luglio, e la scena del crimine – descritta in maniera scioccante – ha visto il corpo frammentato e immerso nella calce.
Un aspetto particolarmente inquietante della ricostruzione è legato agli acquisti online effettuati da Lorena Venier attraverso il computer dell’ospedale di Gemona del Friuli. L'indagine ha rivelato l'ordine di una calce spenta, una mannaia da macellaio e un bidone da 120 litri. Sebbene il bidone ordinato non fosse quello utilizzato per contenere i resti, la consegna è avvenuta tre giorni dopo il delitto. Le immagini del bidone aperto, proiettate in aula, mostrano una parte del piede della vittima.
Un altro elemento emerso durante l'udienza riguarda l’uso di un seghetto da potatura per il depezzamento del corpo, secondo quanto dichiarato da Lorena Venier. Il seghetto è stato ritrovato nel seminterrato della villetta. L'analisi degli acquisti online e delle comunicazioni tra le due imputate continua a essere al centro dell'indagine, con la Corte che valuta attentamente ogni elemento per ricostruire le fasi del delitto.