Francis Kaufmann è stato condannato all’ergastolo dall’aula penale di Roma per il duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di 11 mesi, avvenuti nel giugno dello scorso anno a Villa Pamphili. La sentenza, accolta dalle richieste della procura, descrive Kaufmann come ‘freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico’, ma non incapace di intendere e volere. Il giudice ha ritenuto che l’uomo, dopo essere fuggito in Grecia, avesse tentato di “incartare” anche gli agenti che lo avevano fermato ubriaco con la bambina.
Il processo, sospeso a maggio per un percorso farmacologico disposto dalla corte, era ripreso poco più tardi. I giudici avevano precedentemente rigettato una richiesta della difesa per una nuova perizia sulla capacità di intendere e volere dell’imputato. La decisione finale è stata presa dopo l'arringa dell'avvocato Paolo Foti che aveva sollecitato l'assoluzione, ma i giudici hanno respinto la sua istanza.
La procura contestava a Kaufmann il duplice omicidio aggravato da motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere. Il pubblico ministero aveva sottolineato come l'uomo avesse tentato di screditare le forze dell'ordine dopo il fermo.
La condanna all'ergastolo rappresenta la conclusione di un lungo e complesso processo, caratterizzato da diverse perizie e argomentazioni difensive. La sentenza conferma la gravità del crimine e l’inaccettabile crudeltà commessa.