Roma – In una decisione sorprendente che ha scosso il Vaticano, Papa Leone ha emesso un Motu Proprio per abrogare completamente le misure di contenimento salariale introdotte dal suo predecessore, Papa Francesco, nel provvedimento “Un futuro sostenibile” del 2021. Questa revoca riguarda in particolare i cardinali della Curia Romana, per i quali viene eliminata definitivamente la riduzione del 10% rispetto all’ultima retribuzione corrisposta.
Contesto e Motivazioni
Le misure di contenimento salariale erano state adottate in un periodo particolarmente difficile, segnato dalla pandemia globale e dalla conseguente necessità di ridurre le spese della Santa Sede. Il provvedimento di Francesco aveva riguardato non solo i cardinali, ma anche una parte significativa del personale della Curia Romana, con riduzioni salariali variabili dal 3% al 8%, a seconda del livello retributivo. Inoltre, era stato imposto il blocco degli scatti biennali per il personale laico.
Secondo fonti interne alla Santa Sede, la decisione di Papa Leone è stata motivata dalla convinzione che le istituzioni della Curia e dello Stato della Città del Vaticano sono ora in grado di garantire la sostenibilità economica attraverso nuovi strumenti e approcci. Si sottolinea che questa mossa rappresenta un segnale di cambiamento nella gestione finanziaria del Vaticano, abbandonando temporaneamente l'approccio più austero adottato durante il pontificato di Francesco.
L’abrogazione colpisce direttamente i cardinali, che avevano visto ridotto il loro stipendio. Si tratta di una decisione significativa che riflette un diverso orientamento strategico da parte del nuovo pontefice e suggerisce un tentativo di rilanciare l'immagine della Santa Sede come istituzione più dinamica e reattiva alle sfide contemporanee.