Portabilità Fondi Pensione: Una Nuova Opportunità
A partire dal 31 ottobre 2026, i lavoratori italiani avranno la possibilità di cambiare fondo pensione negoziale senza perdere il contributo del datore di lavoro. Questa novità, prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e inizialmente slittata per questioni legate al PNRR, rappresenta un importante passo avanti verso una maggiore flessibilità e libertà di scelta nel mondo della previdenza complementare.
Come Funziona la Portabilità
Fino ad ora, cambiare fondo pensione negoziale comportava quasi sempre la perdita dei contributi versati dall’azienda. Ora, dopo almeno due anni di iscrizione al fondo, il lavoratore potrà trasferire i propri risparmi verso un altro fondo – che sia negoziale, aperto o un PIP (Piano Individuale Pensionistico) – mantenendo intatto il contributo datoriale.
Requisiti e Condizioni
Per poter usufruire di questa portabilità, è necessario aver maturato almeno due anni di iscrizione al fondo pensione. Inoltre, il trasferimento non comporta costi aggiuntivi e il fondo di partenza non potrà ostacolare la scelta con eccessive commissioni di uscita.
Cosa Cambia per i Datori di Lavoro
Il contributo datoriale, che dipende dal contratto collettivo, viene versato direttamente al fondo scelto dal lavoratore. Ad esempio, nel settore metalmeccanico il contributo del datore di lavoro è pari al 2% del minimo contrattuale (2,2% per i giovani under 35), mentre per il settore tabellare è dell'1,2%. È importante notare che la convenienza dipende da commissioni e andamento della gestione, non solo dal contributo.
Consigli Utili Prima di Cambiare Fondo
- Confronta i costi e i risultati dei fondi pensione disponibili.
- Utilizza gli indicatori riportati nei documenti informativi e sul sito della Covip (Autorità di Vigilanza sui Fondi Pensione).
La Covip ha previsto un periodo di adeguamento fino al 30 giugno 2027 per completare le modifiche, quindi potrebbero verificarsi alcuni rallentamenti. È consigliabile monitorare attentamente l’evoluzione della situazione.