Trieste: La Povertà Strutturale Sale, Disuguaglianze in Aumento Secondo la Caritas
Trieste – Un quadro allarmante emerge dal report della Caritas di Trieste, che documenta un’impennata della povertà strutturale e un'accentuazione delle disuguaglianze sociali nella città. La conferenza stampa di ieri ha svelato dati preoccupanti relativi al 2025, evidenziando la crescente fragilità di ampie fasce della popolazione locale.
Un Bilancio di Assistenza Numeroso
Le attività della Caritas a Trieste sono state intense. Il Dormitorio di Sant’Anastasio ha offerto rifugio e supporto a oltre 2.004 persone, mentre il Refettorio ha distribuito pasti caldi a quasi 4.000 individui in difficoltà. Altre realtà come il Centro di Ascolto diocesano (882 utenti supportati), l’Emporio della Solidarietà (772 consegne di spesa) e l'area accoglienza dedicata ai contesti di disagio (284 persone) hanno contribuito a creare una rete di supporto capillare. Numerosi interventi, tra cui 1.865 da parte del Centro di Ascolto diocesano, sono stati focalizzati sul sostegno abitativo, con un investimento totale di 40.791 euro per il pagamento delle bollette e sussidi per l’affitto.
Un Focus sui Vulnerabili
Il report ha messo in luce una particolare vulnerabilità tra gli over 55, dove il 41,5% vive da solo e quasi un terzo di questi è over 55. La Caritas ha fornito supporto concreto attraverso 103 aiuti per l'acquisto di farmaci e visite mediche. L’attività di Spazio 11 ha accolto almeno 6.000 persone provenienti da diverse nazioni, principalmente uomini arrivati via rotta balcanica, mentre il dormitorio di Sant’Anastasio ha ospitato oltre 320 donne provenienti dal Nepal, Turchia e Kosovo, con 104 bambini fino a 14 anni. Un'attenzione specifica è stata rivolta anche ai giovani stranieri universitari, con 34 studenti provenienti da Iran, Tunisia, Marocco, Etiopia ed Ucraina che hanno richiesto assistenza.
Sovraffollamento del Carcere e Interventi Alternativi
La situazione nel carcere di Trieste è particolarmente critica, con un tasso di sovraffollamento del 154,7% a febbraio 2026. La Caritas ha implementato 65 percorsi alternativi di reinserimento sociale, inserendo i partecipanti in attività come servizi mensa e accoglienza. Questi interventi mirano a fornire un supporto personalizzato alle persone che hanno subito condanne.
Fonte: Il Piccolo