Il governo italiano ha approvato la nuova legge elettorale, denominata ‘Stabilicum’ dalla maggioranza di centrodestra, ma contestata dalle opposizioni che l’hanno soprannominata ‘Melonellum’. Si tratta della quarta riforma elettorale in vent’anni, un riflesso dell'instabilità politica e della necessità costante di adattare il sistema alle dinamiche del voto. La legge si basa su un proporzionale corretto, con un premio di maggioranza che scatta al 42% dei voti ottenuti da un partito.
Quote di Genere e Capilista
Il meccanismo del premio di maggioranza è il fulcro della riforma, con l'obiettivo di garantire una stabilità governativa. Tuttavia, le misure introdotte sono state accolte con riserve, descritte come ‘a metà’ da entrambe le parti politiche. Le quote di genere, anch'esse modificate rispetto alle precedenti, non si applicano ai candidati capilista, ovvero a quelli considerati più sicuri e affidabili all'interno dei partiti. L'indicazione obbligatoria del candidato premier è stata inserita per rispondere a una richiesta costituzionale, ma rimane non vincolante.
Un aspetto significativo della nuova legge riguarda le pesanti barriere che i partiti minori dovranno affrontare per presentarsi alle elezioni. La raccolta firme necessarie è stata aumentata di quattro volte rispetto al passato, rendendo più difficile l'ingresso in Parlamento per forze politiche non consolidate. Questo elemento mira a favorire una maggiore concentrazione del voto e la formazione di maggioranze nette.