Riscoperta dell'Arte del Benshi
Alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, mercoledì 7 ottobre, il pubblico ha avuto l’opportunità unica di ammirare ‘Kurutta Ippeiji’ (A Page of Madness) di Teinosuke Kinugasa del 1925, un film che rappresenta un capitolo fondamentale nella storia del cinema giapponese. La proiezione è stata arricchita dal commento di Ichiro Kataoka, un ‘benshi’ – narratore cinematografico – una figura affascinante e quasi scomparsa, che accompagnava i film muti con la sua voce e la sua interpretazione.
Il ‘benshi’, o ‘katsudo benshi’, era molto più di un semplice doppiaggio. Era un artista che, in Giappone, aveva il compito di animare le storie senza suono, fornendo una guida all’interpretazione dello spettatore. La sua voce modulava i movimenti degli attori, spiegava le situazioni e, a volte, recitava addirittura i dialoghi mancanti, creando un'interazione unica tra la visione e l’ascolto. Questa tecnica, nata per superare le limitazioni del cinema muto, si rivelò straordinariamente efficace anche nel film di Kinugasa, un’opera sperimentale che esplora il tema della follia con un ritmo frenetico e una concezione ritmico-musicale del discorso.
Un'Arte in Pericolo
La popolarità del ‘benshi’ raggiunse livelli altissimi, con la creazione di diverse scuole e l’emergere di veri e propri divi. Il pubblico tornava più volte per assistere alle differenti interpretazioni. Negli anni Venti, si sviluppò un sistema intermediale, in cui i benshi più famosi venivano trasmessi alla radio e sfruttati nell'industria discografica. Questa situazione, tuttavia, fu minacciata dall’avvento del sonoro nel 1931, quando furono introdotti i sottotitoli per i film stranieri. La resistenza dei benshi e degli orchestrali, culminata in uno sciopero, dimostra quanto questa figura fosse legata all'identità culturale giapponese.
Attualmente, l’associazione Yanai Initiative si impegna a preservare questa arte tradizionale, organizzando proiezioni in tutto il mondo. Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone hanno già dimostrato la rilevanza di questa pratica, e nel 2026 sono previste ulteriori proiezioni di classici giapponesi. La presenza di Ichiro Kataoka, allievo di Midori Sawato, e di Makia Matsumuri, conferisce a questo evento un valore ancora più significativo, riportando in vita una forma d'arte unica e affascinante.