Sequestro di 170 metri cubi di rifiuti pericolosi in ex industria friulana
Udine – Un’operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Udine ha portato al sequestro di circa 170 metri cubi di rifiuti, sia pericolosi che non, all'interno di un ex impianto industriale situato nel Friuli. L’intervento, frutto di dieci mesi di indagini avviate a gennaio, ha rivelato una serie di irregolarità ambientali e il depistaggio da parte della società proprietaria.
Lo stabilimento, che in passato produceva vernici, pitture e inchiostri, è oggi inattivo e delocalizzato. Le indagini, condotte con il supporto del Centro Anticrimine Natura, hanno evidenziato come i rifiuti industriali fossero rimasti in giacenza per oltre un anno senza essere adeguatamente separati o smaltiti. Inoltre, le acque meteoriche provenienti dai piazzali esterni venivano convogliate senza alcun trattamento di depurazione, contaminando il suolo e le falde acquifere.
La società aveva dichiarato le acque come semplici reflui “domestici”, ma analisi successive hanno dimostrato la loro elevata contaminazione. A seguito di queste irregolarità, il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato a piede libero e sanzionato con una multa da 19 mila euro. Le sanzioni riguardano la tenuta incompleta dei registri di carico e scarico dei rifiuti, il mancato invio delle dichiarazioni Mud per gli ultimi due anni e l'omessa trasmissione dei dati di autocontrollo richiesti dall’Autorizzazione Unica Ambientale.
Un ulteriore elemento di responsabilità è stato attribuito all’amministratore con la sospensione della patente di guida per tre mesi. Dopo le indagini, il gruppo proprietario si è attivato per la corretta classificazione e lo smaltimento dei rifiuti rimasti nel sito dismesso. L'operazione ha evidenziato la necessità di un controllo più rigoroso sulle attività industriali e sulla gestione dei rifiuti.