Le borse europee hanno aperto la giornata in calo, sostenute dall'aumento del prezzo del petrolio superato i 100 dollari al barile. La preoccupazione per gli attacchi a petroliere nello Stretto di Hormuz ha alimentato l'incertezza sui mercati, spingendo verso l'alto i rendimenti dei Treasury decennali, che hanno raggiunto il 5,31%. Le performance asiatiche sono state eterogenee: Tokyo è sceso dello 0,5%, Seul dell'1,8% e Sydney dello 0,1%, mentre Shanghai ha registrato un leggero aumento dello 0,3%.
Focus su ‘Corporate America’ e le Prossime Fluttuazioni
Nonostante il contesto di tassi d'interesse elevati e l'inflazione persistente, gli investitori mantengono una certa fiducia nella capacità delle aziende americane (la cosiddetta ‘corporate America’) di superare le aspettative trimestrali. Questa aspettativa è in parte legata alla possibilità di un ulteriore rafforzamento dei profitti aziendali, che potrebbe mitigare l'impatto negativo dei tassi e dell'inflazione sui mercati finanziari.
I dati sull’Iea sulle scorte di petrolio saranno attesi nel pomeriggio, così come i verbali della Federal Reserve relativi alla riunione di settembre. Questi elementi forniranno ulteriori indicazioni sulle decisioni future della Fed in materia di tassi d'interesse e sulla percezione dell'inflazione da parte delle autorità monetarie. Il Brent ha avanzato dello 0,6% a 101,2 dollari al barile, mentre il WTI è salito dello 0,5% a 89,9 dollari.
La volatilità dei mercati rimane alta, con gli investitori che monitorano attentamente l'evoluzione della situazione geopolitica e i dati economici per valutare le prossime mosse.