Roma si stringe attorno a Emma Bonino, scomparsa improvvisamente all'età di 67 anni. La camera ardente, aperta nella Protomoteca del Campidoglio, ha attratto un flusso continuo di persone, prevalentemente donne, che hanno offerto il loro omaggio alla politica radicale. L’atmosfera era carica di rispetto e raccoglimento, con una lunga coda che si snodava dalla base all'apice della scalinata, testimonianza del profondo affetto e ammirazione che Bonino ha suscitato nel corso della sua carriera.
Le parole di chi l’ha conosciuta
Giulia, 56 anni, militante radicale e persona che ha trattato direttamente con Emma Bonino, ha espresso il suo tributo: «Emma Bonino è stata un'ispirazione per tutte noi. Ha lottato per i diritti civili e per gli ultimi, dedicando più energie di chiunque altro. La sua coerenza, sincerità e onestà sono qualità rare nel mondo della politica, che ha difeso con il proprio corpo, come dimostrano le sue arresti». Altre testimonianze hanno sottolineato la sua incrollabile fede nei valori in cui credeva, nonostante critiche e ostacoli.
Sulla bara erano presenti una fotografia di Bonino e la bandiera dell'Unione Europea, simboli della sua dedizione alla promozione dei diritti umani e all’integrazione europea. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione sul ruolo dei politici e sull'importanza di valori come l'impegno civile, la coerenza e la difesa dei più vulnerabili.
La camera ardente è stata aperta per consentire a chiunque volesse rendere omaggio alla figura di Emma Bonino, una delle figure più controverse e ammirate della politica italiana degli ultimi decenni. La sua eredità continua a ispirare e a sollecitare il dibattito pubblico.