Il Gran Premio di San Marino e della Emilia-Romagna ha visto una situazione anomala sulle gomme. Più usura di quanto Motegi potesse mettere sotto pressione, ma Michelin era consapevole delle sfide che il circuito riasfaltato avrebbe presentato. Il nuovo asfalto, infatti, ha generato un aumento della temperatura, accentuando l'usura dei pneumatici e costringendo le scuderie a scelte tattiche complesse.
Strategie di Pista e la Previsione Michelin
Il circuito, completamente riasfaltato, ha portato il costruttore a portare in pista tre alternative posteriori, con mescole più dure rispetto al 2025. Piero Taramasso, responsabile tecnico di Michelin, aveva già previsto l'impatto del nuovo asfalto, spiegando che le caratteristiche della pista – caratterizzata da frequenti cambi di marcia e frenate brusche – avrebbero favorito un’usura maggiore. Il pilota dell’Aprilia, Marco Bezzecchi, ha confermato l'aumento di durezza delle gomme ‘soft’, sottolineando come non offrissero la sensazione di “super grip” attesa.
La Sprint Race ha visto quasi tutti i piloti optare per la ‘soft’ posteriore, ma Bezzecchi e Miller hanno scelto la media. Questa scelta, che non ha portato benefici a Bez in termini di velocità, evidenziava già la delicatezza della situazione gomme prima del via del weekend. La gestione delle mescole si è rivelata cruciale per ottenere i migliori risultati, con le scuderie costrette a valutare attentamente l'usura e le condizioni della pista.
L’approccio di Michelin, anticipando il potenziale problema dell’usura, dimostra la sua attenzione alla preparazione delle gomme per ogni circuito. La situazione evidenzia anche come le caratteristiche uniche di Motegi – con i suoi cambi di marcia intensi e l'asfalto rinnovato – abbiano messo a dura prova le strategie di gestione delle gomme dei piloti e delle scuderie.