Debegnac: Trieste apre la stagione teatrale con un'opera surreale
Trieste è pronta a vivere una nuova stagione teatrale grazie alla Contrada, che inaugura il suo spettacolo Ocio ala Debegnac! giovedì sera al Teatro Bobbio. La commedia, ideata da Davide Calabrese con Ariella Reggio nel ruolo principale, promette un’esperienza surreale e coinvolgente per il pubblico di tutte le età.
La storia si svolge in una casa senza muri e senza tetto, una sorta di albergo tra i boschi che sembra uscita da un sogno. Qui vivono due donne, la burbera Debegnac, interpretata magistralmente da Ariella Reggio, e Serena, una donna solare e loquace. La loro convivenza è segnata da una sfida apparentemente innocente: chi riuscirà a far perdere la pazienza all’altra dovrà andarsene. Ma questa semplice competizione si trasforma presto in un gioco di inganni, battute taglienti e situazioni surreali che svelano il passato delle due signore.
Il successo del progetto risiede nell'approccio metateatrale e nella capacità di creare un universo immaginifico. Calabrese sottolinea come lo spettacolo non sia solo una commedia, ma anche un “contenitore psicanalitico”, con la Debegnac che viene periodicamente visitata da uno psichiatra che cerca di contenerne le emozioni. L’allestimento scenografico, curato da Andrea Stanisci, accentua il tono surreale dello spettacolo grazie a colori primari e alla presenza di strumenti musicali dal vivo. La regia di Calabrese, supportata dalle interpretazioni di Marzia Postogna, Maurizio Repetto, Daniela Vidali, Enza De Rose e Giacomo Segulia, mira a creare un’opera che stimoli l'immaginazione e la fantasia del pubblico.
La stagione della Contrada riprende una tradizione avviata da Orazio Bobbio e Ariella Reggio negli anni Ottanta, con l'utilizzo del dialetto triestino. La Debegnac, nata come personaggio interpretato da Ariella Reggio, ha conquistato il mondo, grazie anche ai video girati durante la pandemia che hanno catturato l’attenzione di comunità in Sud America. Lo spettacolo promette quindi un mix di commedia, surrealtà e riflessioni sul tempo e sulla vita.