Terremoto in Colombia: Un Bilancio Tragico e l’Emergenza Umanitaria
Una scossa di magnitudo 7.4 ha colpito la zona andina della Colombia lunedì, causando un bilancio di quasi 250 morti e lasciando migliaia di persone disperse. La tragedia ha investito in particolare le città di Cali, Manizales e Pereira, ma anche aree più remote come Buenaventura. Secondo quanto riportato dal cooperante italiano Manuel Castelletti, impegnato con l’associazione Oikos Ets nel progetto Naane per la resilienza delle comunità fluviali del Trapezio amazzonico colombiano, «è stata una scossa lunga, forte», che ha causato danni ingenti e messo a dura prova le risorse locali.
L'Oikos Ets, fondata a Udine nel 2005, sta monitorando la situazione in tempo reale, con Castelletti come unico cooperante presente nella zona di Pasto, nel dipartimento di Nariño. La priorità attuale è quella di individuare e soccorrere le persone disperse, con un orizzonte temporale cruciale di 72 ore per i salvataggi.
Testimonianze ed Emergenza sul Campo
La situazione è drammatica. Le squadre di soccorso, coadiuvate da cittadini comuni, stanno lavorando senza sosta per smuovere le macerie e salvare vite umane. Un esempio emblematico è il salvataggio a Cali di una madre e del figlio neonato, intrappolati nel crollo di un edificio di cinque piani. Il bilancio delle vittime continua a salire, con un numero provvisorio di quasi 250 morti e oltre 4.000 dispersi, alimentando l'angoscia dei familiari che continuano la ricerca affannosa. Secondo stime iniziali, il sisma ha provocato danni a oltre 1.500 edifici, con centinaia crollati completamente.
Aiuti Internazionali e Prossimi Passi
Gli Stati Uniti hanno già annunciato un primo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari. Il neo presidente dell'area colpita, Abelardo de la Espriella, ha deciso di recarsi direttamente a Cali per coordinare gli interventi e fornire supporto alle vittime. La priorità immediata è quella di gestire l'emergenza umanitaria e di valutare i danni per pianificare interventi di ricostruzione.