Un terremoto di proporzioni significative ha scosso il mondo del calcio e dell’edilizia. La Guardia di Finanza ha disposto il sequestro di 152.959.525,45 euro dai conti del patron della Juventus Stabia, Antonio Guerri, accusato di frode fiscale nell'ambito di un'inchiesta sulla manipolazione dei crediti d’imposta relativi al Superbonus 110%. Le accuse, sostenute da indagini condotte tra il 2021 e il 2024, riguardano la generazione illegittima di crediti d’imposta derivanti da interventi edilizi agevolati dal bonus governativo.
Le Accuse e le Prove
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Guerri e i suoi associati hanno creato un sistema per gonfiare artificialmente i costi dei lavori edittivi. Le verifiche condotte in 64 cantieri, unitamente all'analisi della documentazione tecnica, hanno rivelato che gran parte degli interventi promessi non erano mai stati realizzata o eseguiti solo parzialmente. Le asseverazioni rilasciate da tecnici, a loro volta, non corrispondevano alla realtà dei fatti.
Il meccanismo fraudolento consisteva nella generazione di crediti d’imposta, che venivano poi immessi nel circuito delle cessioni previste dal Superbonus e successivamente monetizzati attraverso trasferimenti a soggetti acquirenti operanti su tutto il territorio nazionale. Questo permetteva di mascherare la vera natura dei lavori, rendendoli apparentemente regolari e utilizzabili in compensazione o per ulteriori cessioni. Il Gip ha ordinato il sequestro dei crediti ancora presenti nei cassetti fiscali del patron.
Il provvedimento mira a impedire l'ulteriore circolazione di questi fondi illecitamente ottenuti, evitando un ulteriore pregiudizio per l’Erario e le casse dello Stato. Le indagini hanno evidenziato una marcata discrepanza tra quanto dichiarato nelle pratiche edilizie e lo stato effettivo dei lavori svolti nei cantieri.