Ritorno in Italia dopo una missione di soccorso in Venezuela - Una squadra di medici e infermieri dell’Emilia-Romagna è rientrata questa mattina a Bologna, concludendo una missione umanitaria di 72 ore nella zona colpita dal terremoto a Caraballeda, nel nord del Venezuela. La squadra, composta da cinque specialisti provenienti dalle Aziende Sanitarie Locali (Ausl) Romagna, Parma e Reggio Emilia, è stata inviata in seguito alla devastante scossa che ha causato oltre 3.300 morti e più di 16.000 feriti.
Il team, coordinato dall’Ausl Romagna, ha operato presso l'ospedale da campo allestito dalla Protezione Civile venezuelana vicino alle aree più colpite. La loro attività si è concentrata sull'assistenza di circa 80-100 persone al giorno, inizialmente tra volontari feriti durante le operazioni di soccorso e ricerca dei superstiti, e successivamente tra la popolazione civile con traumi e ferite da trattamento. La formazione specialistica del team, focalizzata sulla gestione di eventi catastrofici, ha permesso loro di diventare rapidamente il punto di riferimento per l'assistenza clinica e sanitaria, fornendo cure di medicina primaria a chi non necessitava di assistenza ospedaliera intensiva.
Un episodio particolarmente toccante è stato l’intervento del team durante una notte, dove hanno assistito al parto di una bambina nata in modo naturale all'interno dell'improvvisato campo per sfollati. Questo evento sottolinea la capacità del team di fornire assistenza completa e di rispondere a situazioni complesse anche al di fuori dei contesti ospedalieri tradizionali. La collaborazione con i medici locali venezuelani ha permesso un’efficace integrazione delle competenze, massimizzando l'impatto dell'intervento italiano.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l'assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno espresso il loro apprezzamento per l’operato del team, sottolineando il loro impegno umanitario, la competenza professionale e la generosità. “Hanno messo a disposizione non solo la propria esperienza, ma anche umanità e solidarietà per assistere una popolazione in condizioni di estremo disagio,” hanno dichiarato i due rappresentanti regionali. L’intera Emilia-Romagna è orgogliosa di questi professionisti sanitari che hanno dimostrato il valore del servizio pubblico e della risposta alle emergenze.”