Donald Trump teme un futuro da "anatra zoppa" alle midterm 2026, una metafora usata nel gergo anglo-americano per indicare un momento di stallo politico in cui il Congresso esce diviso. L'espressione, originariamente nata nel settore finanziario londinese del XVIII secolo per descrivere broker falliti, suggerisce che la vittoria dei democratici potrebbe portare a un blocco dell'agenda presidenziale. Secondo fonti interne al team di Trump, guidati da Stephen Miller e Russell Vought, l'obiettivo è evitare una situazione in cui il tycoon non sia più in grado di esercitare il veto sulle leggi approvate dall'opposizione.
Il rischio principale è che, con la perdita della maggioranza, Trump si troverebbe a dover fare ricorso a strumenti limitati come gli ordini esecutivi e i decreti presidenziali. Tuttavia, questi ultimi sono soggetti a controlli legali e al blocco da parte dei tribunali federali, rendendoli inaffidabili per l'attuazione di riforme economiche o sociali. L'amministrazione Trump sta studiando un piano d'emergenza per aggirare il Congresso e massimizzare l'uso dei poteri esecutivi.
Per affrontare questa situazione, i repubblicani stanno pianificando uno «scatto dell'anatra zoppa» (lame-duck sprint), ovvero una sessione legislativa intensiva prima del 3 gennaio 2027 per approvare il maggior numero possibile di leggi. Tuttavia, all'interno del partito emergono disaccordi su quali provvedimenti prioritarie, con alcuni che puntano su stanziamenti e fondi per evitare lo shutdown, mentre altri preferiscono limitare l'intervento. L'esempio storico del «lame-duck sprint» del 1974, quando il Congresso uscente approvò 138 leggi sostanziali in un mese, è spesso citato come modello.
La strategia di Trump si inserisce in una più ampia riflessione sull'uso dei poteri esecutivi e sulla necessità di mantenere il controllo sul partito. Il «lame-duck sprint» rappresenta anche un test per la sua leadership e per la capacità del GOP di affrontare le sfide poste dall'esito delle elezioni.