Tensioni Israele-Turchia: un rapporto in crisi dopo il 7 ottobre
Le relazioni tra Israele e la Turchia si trovano in una fase critica, segnata da un deterioramento significativo a seguito dell’attacco del 7 ottobre. Secondo fonti israeliane e analisi geopolitiche, i contatti mediati dall'Azerbaigian, tradizionalmente utilizzati per mantenere un canale di comunicazione, sono diventati meno frequenti. Un funzionario israeliano ha dichiarato che «la Turchia non è uno Stato nemico, ma è certamente un rivale», sottolineando le azioni economiche, legali e diplomatiche intraprese da Ankara nei confronti di Israele.
Frontei di tensione
- Siria: Israele mantiene una diffidenza costante verso il regime siriano sostenuto dalla Turchia. Nonostante gli sforzi per la mediazione, i rapporti tra i due Paesi rimangono tesi.
- Grecia: L'accordo tra Israele e la Grecia per lo sviluppo dello scudo aereo «Achilles’ Shield» è visto da Ankara come un tentativo di contenimento. Le crescenti tensioni riguardano anche l'intenzione greca di creare una base per droni a Rodi, in risposta alle presunte mire turche nella regione.
- Accordo della Mecca: Il patto di sicurezza firmato tra Israele, Arabia Saudita e Pakistan (mediato dall’Azerbaigian) desta preoccupazione a Gerusalemme, soprattutto per il coinvolgimento dell'Islamista Paese.
La situazione è ulteriormente complicata dalle diverse posizioni dei due Paesi su questioni regionali. Israele guarda con apprensione all’adesione di Riad ai Patti di Abramo, subordinando l’approvazione del processo per uno Stato palestinese. Ankara, invece, continua a sostenere la causa palestinese e a mantenere rapporti con Islamabad, nonostante il suo arsenale nucleare.
Implicazioni Geopolitiche
La rivalità tra Israele e Turchia ha implicazioni significative per l'Alleanza Atlantica. Sia Atene che Ankara fanno parte della NATO, creando un delicato equilibrio di potere. La situazione è ulteriormente esacerbata dalla crescente competizione tra i due Paesi nel Mediterraneo orientale.