Udine, Tensioni al Consiglio Comunale sulla Gestione del Nuovo Lush
Udine – Un acceso confronto si è consumato ieri in Consiglio comunale per la gestione del nuovo negozio Lush, ex Tonini, un caso che ha sollevato interrogazioni e sospetti di possibili conflitti d’interesse. Il vicesindaco e assessore alle attività produttive, Alessandro Venanzi, ha difeso la scelta della società “Amici della corte” – ritenuta legata alla moglie del manager del commercio Guido Caufin – come gestore del locale, aggiungendo che l’ente pubblico non si intromette nelle decisioni private dei soggetti coinvolti.
Il consigliere di minoranza, Michele Zanolla (Identità civica), ha invece contestato la procedura, sottolineando che la gara per l'assegnazione dell'immobile era stata lanciata con criteri restrittivi e che il Comune non ha assegnato la gestione commerciale a “Amici della corte” ma alla società legata a Caufin. Zanolla ha chiesto chiarimenti sul ruolo di Caufin, richiamando una relazione del manager sulla base della quale la giunta aveva definito gli indirizzi per la concessione dell'ex Tonini e chiedendo l’accesso agli atti per verificare le relazioni professionali del manager con due delle tre società partecipanti alla gara.
La vicenda ha portato a un dibattito più ampio sulla trasparenza della gestione comunale, con Zanolla che minaccia di rivolgersi alla Corte dei conti. La seduta si è conclusa con l’approvazione di altre due interrogazioni: una sulla sicurezza urbana in Baldasseria e un'altra sui cartelloni pubblicitari lungo le strade cittadine.
Approfondimento: Il caso Lush-ex Tonini evidenzia la sensibilità del Consiglio comunale verso possibili conflitti d’interesse. La decisione di affidare la gestione dell’immobile a “Amici della corte”, legata a Guido Caufin, ha sollevato dubbi sulla trasparenza della gara pubblica e sull’effettiva indipendenza dei soggetti coinvolti. L'accesso agli atti richiesto da Zanolla è un tentativo di accertare se ci siano state irregolarità nella valutazione delle offerte e di chiarire il ruolo di Caufin nel processo decisionale. La minaccia di ricorrere alla Corte dei conti indica la gravità della situazione e la volontà del consigliere di approfondire la vicenda.