Un Approccio Innovativo all’Istruzione
In molte scuole italiane, un fenomeno sta cambiando il volto dell'istruzione: l'adozione del translinguaging. Questo metodo, nato dalla collaborazione tra il Centro Linguistico dell’Università per stranieri di Siena (Cluss) e diverse istituzioni scolastiche in tutto il paese, riconosce e valorizza le lingue parlate dagli studenti, trasformando la diversità linguistica da ostacolo a risorsa.
Il progetto L’altroparlante, avviato nel 2016, coinvolge oltre venti istituti in Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Trentino-Alto Adige. Queste “classi superdiverse”, caratterizzate da un'alta complessità linguistica, accolgono studenti provenienti da 25 nazionalità diverse, con il maroccano e il pachistano tra le più rappresentate. Invece di imporre l'italiano come unica lingua di insegnamento, gli educatori utilizzano strategie translinguistiche per creare ambienti di apprendimento inclusivi e stimolanti.
Come Funziona il Translinguaging
L’approccio si basa su una ricerca iniziale delle lingue presenti in classe, spesso anche sette o otto. Gli insegnanti non modificano i contenuti delle lezioni, ma adattano i metodi per sfruttare al massimo questa ricchezza linguistica. Si utilizzano attività come la creazione di bacheche multilingue, presentazioni multimediali e progetti creativi come patchwork di parole in diverse lingue.
Maria Grazia Agnelli, insegnante di inglese, spiega: “Non abbiamo cambiato i contenuti delle lezioni ma i metodi. Cerchiamo spazi translinguistici. Partiamo da un testo, ci lavoriamo in gruppo e arriviamo a risultati plurilingui.” L'obiettivo è creare un clima di fiducia e collaborazione, dove gli studenti si sentano incoraggiati a condividere la propria cultura e le proprie competenze linguistiche.
Benefici Comprovati
La ricerca del professor Andrea Scibetta dell’Unistrasi dimostra che la presenza di più lingue non ostacola l'apprendimento dell'italiano, anzi. L'apprendimento incidentale e la socializzazione favoriti da questo approccio contribuiscono a un sviluppo cognitivo più rapido. Edith Cognigni sottolinea: “Ogni famiglia decide in autonomia quali repertori linguistici usare a casa. Parlare la lingua madre vuol dire mantenere la lingua degli affetti”.