Vacanza in Toscana: l'odissea di un turista con auto elettrica
Una vacanza tra la Toscana e le Cinque Terre si è trasformata in una vera odissea per Frederick Lampens e Odile Hecq, due turisti belgi arrivati in Italia con un’auto elettrica e i loro due cani. La coppia aveva scelto di esplorare la regione, ma l'esperienza ha evidenziato lacune significative nella rete di ricarica per veicoli elettrici, soprattutto in aree rurali.
La partenza e il primo problema
Partiti dal residence nelle campagne di Cecina, in provincia di Livorno, diretta alle Cinque Terre, la batteria dell’auto era completamente carica. Tuttavia, il percorso collinare e le numerose salite hanno rapidamente ridotto l'autonomia prevista. La coppia ha iniziato a sperimentare difficoltà nel trovare punti di ricarica disponibili.
La ricerca infruttuosa di una colonnina
Durante il viaggio di ritorno, la ricerca di una colonnina è diventata un’agonia. “Una era occupata, un’altra non funzionava e in diversi luoghi semplicemente non c’era una colonnina utilizzabile”, hanno raccontato i turisti. Ottanta chilometri senza riuscire a ricaricare l'auto, fermandosi in diverse stazioni nella speranza di poterla ricaricare, si sono rivelati insufficienti. L'ultima speranza è stata un’area di servizio sull’A12, a Savalano, ma anche lì non era disponibile una colonnina.
Un intervento del residence e il carro attrezzi
Con l'autonomia ormai esaurita, la coppia si è trovata in una situazione critica. Il residence, seppur vicino, era diventato irraggiungibile. Non restava che chiamare il carro attrezzi, una spesa imprevista e costosa. La disavventura non è finita con l’arrivo del carro attrezzi: per le condizioni previste dall’assicurazione, il mezzo ha trasportato soltanto l’auto, lasciando Frederick e Odile alla stazione di servizio. Il taxi rifiuta la corsa: interviene il residence. Il titolare del residence ha personalmente recuperato i due turisti.
Criticità dell'infrastruttura
I turisti sottolineano come il problema principale non sia l’auto elettrica in sé, ma la mancanza di infrastrutture adeguate per la ricarica. “Una colonnina occupata è comprensibile. Una colonnina guasta può capitare. Ma quando si cerca di utilizzare diverse colonnine e poi, per decine di chilometri, non si trova alcuna possibilità affidabile di ricaricare l’auto, allora si pone un problema strutturale”, hanno dichiarato.