Al Festival del Coraggio il medico Bartolo: «I migranti non sono numerii, ma sogni e persone»
Cervignano – Durante l’inaugurazione del Festival del Coraggio, tenutosi venerdì 16 ottobre al teatro Pasolini, il dottor Pietro Bartolo, medico chirurgo e figura di riferimento per l'accoglienza dei migranti a Lampedusa, ha lanciato un appello toccante: «Dietro alle cifre ci sono persone e dietro ogni persona c’è una storia». L’intervento, promosso da Legacoop in collaborazione con il ‘Messaggero Veneto’, ha offerto uno sguardo intimo sulla realtà del presidio sanitario di Lampedusa, dove per oltre trent'anni Bartolo si è dedicato a salvare vite umane e ad ascoltare le storie di chi arriva, spesso in condizioni disperate.
L’esperienza di Bartolo a Lampedusa è segnata da un contrasto straziante: da un lato, la bellezza delle spiagge frequentate dai bambini che giocano e ridono; dall'altro, la sofferenza di minori che rischiano o perdono la vita. «Sto male come se lo stessi facendo ora», confessa il medico, riferendosi al numero elevato di ispezioni cadaveriche che ha effettuato, soprattutto su bambini. «Queste creature innocenti non sono mostri perché hanno la pelle di un altro colore. Sono i nostri bambini».
Oltre le Statistiche: Umanità e Responsabilità
Il dottor Bartolo sottolinea che le statistiche non raccontano l'intera storia. «Dietro ai numeri ci sono persone e dietro ogni persona c’è una storia. Ci sono sofferenze e sogni». I migranti, secondo Bartolo, non sono semplici “numeri”, ma individui con aspirazioni, desideri di sopravvivenza e la speranza di un futuro migliore. «I loro più grandi sogni sono: sopravvivere, non scappare, non essere rifiutati, lavorare», afferma il medico.
Il suo impegno si estende oltre i soccorsi diretti, includendo l’attivismo per corridoi umanitari e la denuncia dei pregiudizi che alimentano la paura e il rifiuto. «Si dice che i migranti portino malattie, che prendano 35 euro al giorno, che siano terroristi», critica Bartolo. «Rifiutiamo come se i loro problemi non ci riguardassero. Siamo noi ad aver portato nelle loro terre guerre, persecuzioni, fame, miseria».
Un Appello alla Solidarietà
- Ascoltare le storie: «Io li ho ascoltati. I loro più grandi sogni sono: sopravvivere, non scappare, non essere rifiutati, lavorare».
- Combattere i pregiudizi: «I muri li puoi abbattere. Anche il filo spinato puoi riuscire a smontarlo»
- Promuovere corridoi umanitari: «È necessario un’azione coordinata per garantire l'accoglienza e la protezione dei migranti».
Il Festival del Coraggio rappresenta un’occasione importante per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi migratoria e per promuovere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà. L'intervento di Bartolo è un monito a non dimenticare le vittime di questa emergenza umana.