Il voto di midterm statunitense ha innescato un rally sui principali listini europei. Con gli acquisti che si sono concentrati sui settori tradizionali, a scapito del comparto tech legato allo sviluppo dei data center e alla produzione di chip (in salita invece i colossi dell'IA), il riconoscimento del voto da parte del presidente Donald Trump ha rassicurato gli investitori, convinti che una Congresso a guida Dem metterà un freno alle politiche fiscali della Casa Bianca, contenendo la corsa del deficit federale, già al 6,2%.
L'andamento dei mercati finanziari è stato positivo su scala globale: Piazza Affari registra un rialzo del 2,18%, l'Eurostoxx 50 si arrampica sui massimi da oltre un mese. Acquisti diffusi su tutto il Vecchio Continente: Francoforte guadagna il 2,22%, Parigi l'1,96%, Londra l'1,79% e Amsterdam l'1,3%. A Wall Street il Dow Jones sale del 3%, seguito dal Nasdaq che recupera 1,44% e dall'S&P 500 (+1,6%). Il debito sovrano italiano beneficia della situazione, con lo spread tra Btp e Bund che scende a quota 104 punti base.
Il ribaltone è stato guidato anche dal calo del petrolio Brent, attestatosi a 94,70 dollari dopo un cedimento dell'8,59%, sotto la soglia psicologica dei 100 dollari per la prima volta da inizio settembre. Il crollo del greggio ha travolto i petroliferi (Eni -1,9%, Saipem -0,21%) e il gas ad Amsterdam (-4% a 87,9 euro al MWh). L'effetto si è visto anche sui titoli tecnologici: Technoprobe (-7,07%), Prysmian (-6,91%) e STMicroelectronics (-5,13%). Intesa Sanpaolo (+4,93%), sostenuta da una trimestrale superiore alle attese e dal rialzo della guidance sul 2026, ha guidato il listino milanese.
Analisti di Ubs, Equita e Tikehau invitano a non scambiare le scosse di breve periodo per un'inversione di tendenza: la spesa globale in capitale (Capex) per l'IA resta stimata da Ubs a quota 1.000 miliardi di dollari nel 2026, mentre lo stallo politico e il veto presidenziale impediranno norme punitive a livello federale sul settore.