Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato una nuova direttiva sui Centri per il Rimpatrio (Cpr) che modifica le procedure di accertamento sanitario per l’ingresso dei migranti irregolari. Secondo la nuova normativa, il parere del medico non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri.
La decisione arriva dopo le indagini della Procura di Ravenna sulle certificazioni mediche di idoneità al trattenimento, che hanno sollevato preoccupazioni sul ruolo dei sanitari. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, ha accolto positivamente la distinzione tra giudizio clinico e decisione amministrativa, ma ha sottolineato la necessità di garantire effettive garanzie per la salute delle persone trattenute.
Anelli ha evidenziato che i Cpr possono provocare o aggravare malattie, e che il medico ha il compito di verificare i disturbi e correlarli con l’ambiente. Ha inoltre chiarito che chi assume una decisione contraria alla valutazione sanitaria deve risponderne. Il presidente ha chiesto di valutare i livelli di tutela reale per chi entra nei Cpr e per chi non entra, mettendo i medici nelle condizioni di effettuare una buona valutazione.
Il caso è stato ulteriormente incalzato dalla consapevolezza che in passato nei Cpr sono finite persone con patologie gravi come cecità, disabilità, epilessia e anziani con gravi malattie. La tutela della salute non può essere messa da parte perché qualcuno indica come prioritaria la sicurezza.