Debitori AAA: Un Club in Estinzione nell'Era del Debito
La teoria degli investimenti tradizionali pone al centro la solidità dell’emittente. Prestare denaro a un debitore solvente, capace di rimborsare il capitale alla scadenza, è considerato il pilastro fondamentale per evitare perdite significative nel portafoglio obbligazionario. Un default, infatti, può compromettere anni di performance positive. Tuttavia, l'analisi del Panorama evidenzia una tendenza preoccupante: il numero di emittenti con rating AAA sta drasticamente diminuendo.
Il Calo degli AAA: Un’Analisi Dettagliata
- Governi: Solo nove stati, sette europei (Danimarca, Germania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Svezia, Svizzera) e due dall'Est (Australia, Singapore), mantengono il rating AAA.
- Unione Europea: Le emissioni comuni dell’UE beneficiano anch'esse del rating AAA.
- Aziende: Solo tre aziende – Microsoft, Johnson & Johnson e Temasek (Singapore) – raggiungono questo livello di merito creditizio.
- Bond Finanziari: La categoria dei covered bonds, garantiti da asset specifici, è l'unica che mantiene il rating AAA per costruzione.
- Emittenti Sovranazionali: Organizzazioni come la Banca Mondiale, la Banca Europea di Investimento (BEI) e altre agenzie internazionali contribuiscono alla minoranza degli emissioni con rating AAA (circa 300tr).
Questo scenario è in parte spiegato dall'aumento del debito globale (180tr per i governi, 100tr per le aziende) e dai tassi di interesse bassi o negativi degli anni della Quantitative Easing (QE). In un contesto di rendimenti nominali inferiori all’1%, gli investitori sono stati incentivati a cercare rendimento anche in obbligazioni con rating inferiore (BBB), aumentando il loro tasso di default medio del 3% sullo stesso orizzonte decennale.
Oggi, con i rendimenti medi attestati intorno al 4%, la situazione è cambiata. L'analisi solleva interrogativi sulla necessità di investire in emittenti AAA, soprattutto considerando che gli indici obbligazionari pesano gli emittenti in base al debito emesso, concentrando spesso il peso su paesi e aziende più indebitate. Questo può portare a una sovra-rappresentazione di titoli con rischio elevato nei tracker passivi.
La riflessione principale è se sia opportuno dare maggiore importanza alla solidità dell'emittente (come Norvegia o Australia, ricche di risorse e con sistemi di governo stabili) piuttosto che a rendimenti potenzialmente più alti ottenuti da emittenti con rating AAA ma in situazioni finanziarie precarie. La decisione dovrebbe essere guidata dalla prospettiva di un rimborso del capitale alla scadenza, un principio fondamentale per la gestione del rischio.