Le indagini sull’omicidio di Sara e Alice Di Vita a Pietracatella, in Abruzzo, stanno prendendo una nuova piega. Secondo fonti qualificate citate dall’Ansa, gli investigatori avrebbero individuato elementi che suggeriscono la premeditazione del duplice omicidio. L'ipotesi, supportata anche da pareri di esperti tedeschi del Robert Koch Institute, si aggiunge alle precedenti analisi sulla presenza di ricina nei reperti e negli alimenti sequestrati nella casa della famiglia Di Vita.
Analisi degli Esami e Contraddizioni
La vicenda è complessa e caratterizzata da diverse piste. Sebbene l’esperto del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, Carlo Locatelli, avesse individuato la ricina nel sangue delle vittime a marzo, confermando una svolta nelle indagini, l'avvocato Vittorino Facciolla, legale della famiglia, insiste sulla necessità di valutare anche l’ipotesi dell’incidente. Facciolla sottolinea che Locatelli aveva già evidenziato come in sette casi precedenti l'avvelenamento fosse stato accidentale e non esclude altre cause.
L'avvocato ritiene che gli esami sugli alimenti sequestrati e i 131 prelievi effettuati a luglio possano fornire elementi per comprendere il veicolo che ha portato alla morte delle due ragazze. L’attesa è quindi concentrata sui risultati degli accertamenti in Germania, che potrebbero confermare o escludere l'ipotesi dell'intossicazione accidentale.
La vicenda di Pietracatella rimane un giallo complesso, con elementi che suggeriscono una premeditazione ma anche la possibilità di un errore. Gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze e ad analizzare le prove alla ricerca della verità.