Il vertice NATO ad Ankara ha portato a un accordo parziale per l’invio di aiuti finanziari all’Ucraina nel 2027, ma con una condizione: il via libera dei singoli Stati membri. Il governo Meloni ha adottato una linea prudente in materia di spesa militare, rallentando investimenti e programmi come i nuovi carri armati con Rheinmetall e Leonardo, generando preoccupazioni per gli obiettivi di difesa dell’Italia.
La decisione di posticipare l'impegno dei 70 miliardi annui è legata a considerazioni strategiche e finanziarie, oltre che alle politiche interne. Nonostante un aumento delle spese militari del 2,8%, la spesa pura rimane inattiva. Un elemento di svolta è il consenso raggiunto con Erdogan, che apre alla possibilità di una strategia NATO più ampia.
Il vertice ha anche portato a un finanziamento significativo per lo sviluppo del caccia di sesta generazione (Gcap) tra Italia, Giappone e Gran Bretagna, con l'assegnazione di 4,6 miliardi di sterline. Tuttavia, la cooperazione è ancora in fase di definizione.
La situazione rimane complessa e incerta, con interrogativi sul futuro rapporto tra Italia e Stati Uniti, in particolare alla luce delle posizioni di Donald Trump. Il governo Meloni sta adottando una linea prudente, evitando impegni eccessivi e concentrandosi su un approccio più flessibile.