Marco Volpi, pescatore pluricampione mondiale nella pesca sportiva, ha vissuto un’esperienza straordinaria e potenzialmente preoccupante durante una battuta alle Secche della Meloria, al largo di Livorno. La sua attività, volta alla cattura di ricciole con l'esca di tonno vivo, è stata improvvisamente interrotta dall'aggancio a uno squalo Mako, una specie di predatore marino che solitamente non frequenta le acque del Mediterraneo.
L’Incontro Inaspettato
Secondo le stime del pescatore, lo squalo raggiungeva i 2,5 metri di lunghezza e un peso stimato di 120 chili. L'incontro è avvenuto a circa 70 metri dalla barca, in un tratto del mare frequentato anche dai sub, vicino al faro della Meloria e su un fondale di 22 metri. Volpi, con oltre 50 anni di esperienza e 37 titoli mondiali alle spalle, ha reagito con prudenza, cercando di liberare l'animale anziché catturarlo, riconoscendo il potenziale pericolo rappresentato da una creatura così potente.
La lotta è durata circa 50 minuti, durante i quali lo squalo ha dato ripetutamente scuotimenti alla barca, strappando la lenza e allontanandosi con l'amo ancora in bocca. Volpi ha utilizzato un amo biodegradabile per minimizzare il danno all’animale. L'evento, descritto come ‘un film’, sottolinea la rarità di incontri così diretti tra pescatori e grandi predatori marini nel Mar Tirreno.
L'episodio solleva interrogativi sull'impatto del surriscaldamento globale sugli ecosistemi marini e sulla possibile espansione delle aree di habitat per specie che tradizionalmente non si trovano in queste acque. La presenza dello squalo Mako potrebbe essere un segnale, anche se preliminare, di cambiamenti ambientali più ampi.