Il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato il dragaggio del canale Vittorio Emanuele III a Venezia, un intervento cruciale per riaprire al traffico le vie della Marittima e favorire il ritorno delle navi mercantili. L’ok arriva dopo una valutazione di compatibilità ambientale e di incidenza ambientale richiesta dal commissario Fulvio Lino di Blasio, subordinata alla conclusione di alcuni adempimenti burocratici. Il progetto prevede lo scavo di oltre un milione di metri cubi di sedimenti in due fasi, con destinazione per la nuova isola Racu e le strutture di contenimento del canale Malamocco-Marghera, per raggiungere una profondità di 9 metri e consentire il passaggio di circa 240 navi all’anno.
L'intervento mira a risolvere un problema strategico per Venezia: la dismissione dei terminal della Marittima dopo il decreto-Draghi che ha limitato l’accesso al Canale della Giudecca. Il canale Vittorio Emanuele, precedentemente utilizzato anche da petroliere, era gradualmente interrato e necessitava di ripristino. La riapertura del canale permetterà di utilizzare nuovamente la Marittima, attrattiva per turisti grazie alle sue banchine adattate, e di ridistribuire il traffico navale tra Venezia, Chioggia e Trieste.
Verifiche Archeologiche e Tempi
La Soprintendenza ha approvato le verifiche archeologiche preliminari, valutando la bassa probabilità di intercettare evidenze storiche nel corso delle lavorazioni. Tuttavia, è stata prevista una fascia di rispetto di 10 metri dai fondali del canale per effettuare ricognizioni strumentali e analisi, in collaborazione tra geofisici e archeologi subacquei. Il provvedimento ministeriale ha validità di 5 anni, con obbligo di ripetere la valutazione d’impatto ambientale alla scadenza.
Dati Chiave del Progetto
- Dragaggio di oltre un milione di metri cubi di sedimenti.
- Profondità target del canale: 9 metri.
- Prevedono 240 passaggi di andata e ritorno all’anno.
- Destinazione dei sedimenti: isola Racu e strutture Malamocco-Marghera.
- Validità autorizzazione: 5 anni.