Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso la sua indignazione in un video sui social media a seguito della notizia che la Procura di Roma intende processarlo per truffa aggravata. L’accusa riguarda i rimborsi mensili di 3.893 euro percepiti dall’allora governatore per l’utilizzo dell’Audi Q4, veicolo destinato alle funzioni istituzionali, mentre disponeva anche di un’altra Audi Q6 in leasing, per il quale aveva già ricevuto un rimborso dall’amministrazione regionale.
Occhiuto spiega che si trattava di ‘piccinerie’ relative all’utilizzo della macchina di servizio per sopralluoghi e visite a cantieri di opere pubbliche gestite dalla sua amministrazione. Ha sottolineato di essere stato sottoposto a un “controllo a 360 gradi” da parte delle autorità, paragonandolo a un ‘caricamento di raggi X’, in seguito alla ricezione dell’avviso di garanzia che lo ha portato a dimettersi e poi a ricandidarsi ed essere rieletto nel 2025.
Il vicesegretario nazionale di Forza Italia, intervenendo, ha ribadito il suo sentimento di ‘tortura’, evidenziando come l’inchiesta sia iniziata con l’avviso di garanzia e si sia protratta per oltre un anno e mezzo. Occhiuto ha promesso di chiarire la situazione nell'udienza preliminare, definendo le accuse come “piccinerie”.
La vicenda è legata anche ad altre indagini a cui il governatore è stato sottoposto, in particolare per corruzione.