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Oltre 100 Mila Litri Buttati: Lo Spreco Alimentare nelle Mense Ospedali dell'Udine

04 Settembre 2026 • 2 min
Oltre 100 Mila Litri Buttati: Lo Spreco Alimentare nelle Mense Ospedali dell'Udine
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Indice

    Oltre 100 Mila Litri Buttati: Lo Spreco Alimentare nelle Mense Ospedali dell’Udine

    Un'inchiesta condotta dall'Università di Udine e dall'Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale ha svelato l'entità dello spreco alimentare nelle mense degli ospedali di Palmanova, San Daniele del Friuli e Udine. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Applied Sciences, ha rilevato che in cinque giorni sono stati gettati oltre 100 mila litri d'acqua e circa 33 grammi di cibo per vassoio, per un totale di 4,7% del cibo servito. Il costo ambientale di questa perdita è stato stimato in 70 grammi di gas serra emessi e quasi 62 litri d’acqua “sprecati” per ogni pasto.

    La ricerca ha analizzato 1.624 vassoi prima e dopo il pasto, evidenziando che la tipologia di piatto più sprecata è stata il contorno, in particolare le verdure cotte. L'intervento di sensibilizzazione a Palmanova ha prodotto i risultati più significativi, sebbene anche in questa mensa lo spreco sia aumentato leggermente. Questo suggerisce che l’accettabilità dei piatti e le scelte alimentari individuali giocano un ruolo cruciale nel determinare la quantità di cibo abbandonato.

    Dati Chiave dello Studio

    • Quantità totale sprecata (5 giorni): 70.000 kcal, 110 chilogrammi di gas serra e 100.000 litri d’acqua.
    • Piatto più sprecato: Contorni a base di verdure cotte (circa il 4,7% del cibo servito).
    • Riduzione dello spreco a Palmanova: Il miglior risultato è stato raggiunto dopo l'intervento di sensibilizzazione.
    • Impatto ambientale stimato: 70 grammi di gas serra e quasi 62 litri d’acqua per pasto.

    La coordinatrice dello studio, Maria Parpinel, sottolinea che lo spreco alimentare rappresenta un problema “doppio”: l'inquinamento legato alla produzione e allo smaltimento del cibo, oltre al costo nutrizionale perso. Il team di ricerca raccomanda strategie future che includano porzioni ridotte, sensibilizzazione sull’accettabilità dei piatti e la possibilità per i dipendenti di portare via gli avanzi, come frutta non consumata.

    Federica Fiori, componente del gruppo di ricerca, aggiunge: “È un paradosso cruciale perché un cibo avanzato inquina due volte: per essere prodotto e per essere smaltito.”

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Messaggero Veneto. Leggi originale →

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