Oltre 100 Mila Litri Buttati: Lo Spreco Alimentare nelle Mense Ospedali dell’Udine
Un'inchiesta condotta dall'Università di Udine e dall'Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale ha svelato l'entità dello spreco alimentare nelle mense degli ospedali di Palmanova, San Daniele del Friuli e Udine. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Applied Sciences, ha rilevato che in cinque giorni sono stati gettati oltre 100 mila litri d'acqua e circa 33 grammi di cibo per vassoio, per un totale di 4,7% del cibo servito. Il costo ambientale di questa perdita è stato stimato in 70 grammi di gas serra emessi e quasi 62 litri d’acqua “sprecati” per ogni pasto.
La ricerca ha analizzato 1.624 vassoi prima e dopo il pasto, evidenziando che la tipologia di piatto più sprecata è stata il contorno, in particolare le verdure cotte. L'intervento di sensibilizzazione a Palmanova ha prodotto i risultati più significativi, sebbene anche in questa mensa lo spreco sia aumentato leggermente. Questo suggerisce che l’accettabilità dei piatti e le scelte alimentari individuali giocano un ruolo cruciale nel determinare la quantità di cibo abbandonato.
Dati Chiave dello Studio
- Quantità totale sprecata (5 giorni): 70.000 kcal, 110 chilogrammi di gas serra e 100.000 litri d’acqua.
- Piatto più sprecato: Contorni a base di verdure cotte (circa il 4,7% del cibo servito).
- Riduzione dello spreco a Palmanova: Il miglior risultato è stato raggiunto dopo l'intervento di sensibilizzazione.
- Impatto ambientale stimato: 70 grammi di gas serra e quasi 62 litri d’acqua per pasto.
La coordinatrice dello studio, Maria Parpinel, sottolinea che lo spreco alimentare rappresenta un problema “doppio”: l'inquinamento legato alla produzione e allo smaltimento del cibo, oltre al costo nutrizionale perso. Il team di ricerca raccomanda strategie future che includano porzioni ridotte, sensibilizzazione sull’accettabilità dei piatti e la possibilità per i dipendenti di portare via gli avanzi, come frutta non consumata.
Federica Fiori, componente del gruppo di ricerca, aggiunge: “È un paradosso cruciale perché un cibo avanzato inquina due volte: per essere prodotto e per essere smaltito.”