Al Pentagono è in corso una profonda crisi interna, scatenata dalla storica sconfitta dei repubblicani alle midterm. La situazione è caratterizzata da accuse reciproche tra alti funzionari e consiglieri del presidente Donald Trump, con particolare attenzione alla valutazione dell'impatto della guerra contro l’Iran.
Accuse Contro Caine, Cooper e Hegseth
Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, è stato inizialmente al centro delle critiche, ma Trump ha deciso di conferirgli il pieno sostegno. Tuttavia, le tensioni coinvolgono anche il generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto, e l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Questi tre sono accusati di aver fornito al presidente valutazioni eccessivamente ottimistiche sulle possibilità di una vittoria rapida contro Teheran. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha annunciato un tentativo di avviare un procedimento di impeachment contro Hegseth.
Costi Economici e Implicazioni Politiche
La controversia si aggiunge a crescenti interrogativi sui costi economici e militari della guerra in Iran, che hanno raggiunto oltre 47 miliardi di dollari fino a metà ottobre. L'esaurimento degli arsenali statunitensi e la battuta d’arresta elettorale minacciano i piani dell’amministrazione per un bilancio della Difesa da 1,5 trilioni di dollari. La situazione si complica ulteriormente con la prospettiva di indagini democratiche sui motivi dell’intervento militare e sul suo svolgimento.
Il vicepresidente JD Vance ha riconosciuto l'impatto elettorale del conflitto, attribuendo alla guerra la sconfitta dei repubblicani. La Casa Bianca ha ribadito la fiducia in Hegseth, mentre il portavoce del Pentagono ha sottolineato la determinazione del segretario a rimanere in carica fino alla fine del mandato presidenziale. La situazione è caratterizzata da un clima di scontro generale all'interno del Pentagono.