Il governo italiano sta valutando modifiche alla cosiddetta ‘exit-tax’, ovvero il prelievo del 26% su chi trasferisce patrimoni superiori a 800mila euro fuori dal paese. L’apertura è stata annunciata dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, in seguito a pressioni interne e al confronto con la American Chamber of Commerce in Italy. Il governo è disposto ad esaminare proposte per migliorare la normativa, soprattutto alla luce del caso Superbonus, dove l'esodo di professionisti e manager potrebbe essere incentivato da un'aliquota sostitutiva di 300mila euro sui redditi prodotti all’estero.
La posizione di Forza Italia, che chiede di limitare l’exit-tax alle plusvalenze maturate in Italia per tutelare chi si trasferisce all’interno dell’Unione Europea, contrasta con le critiche del fronte Ance I costruttori, preoccupati per la mancanza di risorse per affrontare il caro materiali e per il dilazionamento su dieci anni dei pagamenti sulle compensazioni legate al maxi-bonus edilizio. Il presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, lamenta un gap tra le esigenze delle imprese edili e le disposizioni della legge di bilancio.
Il governo ha convocato i sindacati per il 13 novembre, anticipando una protesta dei sindacati della scuola che contestano il taglio di 7.000 posti di lavoro tra docenti e personale tecnico-amministrativo. Forza Italia lavora anche per destinare fondi alla previdenza dedicata. Il decreto bollette è stato nuovamente rinviato.
La situazione è complessa, con tensioni su diversi fronti: dalla tassazione delle imprese straniere che investono in Italia, all’utilizzo dei fondi del PNRR e alle difficoltà nel garantire l'accesso ai crediti edilizi. Il ministro Salvini ha avviato una ricerca di risorse per evitare blocchi nei cantieri, mentre il governo cerca di trovare un equilibrio tra le esigenze di contenimento della spesa pubblica e la necessità di sostenere l’economia.