Il vertice ad Ankara e le successive fasi del summit in Turchia hanno portato a una svolta sorprendente nella vicenda dello Stadio Franchi. La Fiorentina ha ottenuto una prima ipotesi di concessione da parte del Comune di Firenze, con un accordo ventennale che prevede l'utilizzo dell’impianto per 60 anni e un canone annuo stimato in 25 milioni di euro. La proposta, presentata dalla giunta Funaro attraverso il documento di bilancio, ha immediatamente scatenato una reazione politica, con l'opposizione che denuncia una scelta prematura e potenzialmente vantaggiosa per la famiglia Commisso.
Il punto di partenza è stato un’analisi tecnica-economica condotta dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore Giovanni Bettarini durante la Commissione cittadina. La stima di redditività dell'impianto, pari a 1,5 miliardi di euro in 60 anni (circa 25 milioni annui), ha spinto il Comune a considerare una concessione a lungo termine per coprire i 55 milioni di euro necessari per l’ammodernamento dello stadio. L'accordo, seppur non ancora formale, prevede che la Fiorentina anticipi parte dei costi, suscitando preoccupazioni sull’equilibrio economico del progetto.
La reazione dell’opposizione è stata immediata e critica. Il consigliere Matteo Chelli (FdI) ha sollevato dubbi sulla natura politica di una decisione così importante, chiedendo chiarimenti sul ruolo di Palazzo Vecchio. Le opposizioni sottolineano la mancanza di un processo decisionale trasparente e la potenziale eccessiva durata dell'accordo, che potrebbe compromettere il futuro finanziario del Comune. Si evidenzia inoltre la preoccupazione per l’utilizzo dei fondi privati, con una stima di 55 milioni di euro da reperire.
La vicenda dello Stadio Franchi è diventata quindi un terreno di scontro politico a Firenze, con accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. La sindaca Funaro ha difeso la strategia scelta, definendo le opzioni presentate come indicative e soggette a variazioni. Tuttavia, l'opposizione insiste sulla necessità di una maggiore trasparenza e di un coinvolgimento più ampio del Consiglio comunale nel processo decisionale. Il futuro dello stadio Franchi resta incerto, con il rischio di ulteriori tensioni politiche e di ritardi nell’ammodernamento dell’impianto.