Torino è stata teatro di violenti scontri a Askatasuna, il centro sociale dell’Autonomia, in seguito allo sgombero del 18 dicembre. Durante una manifestazione nazionale del 31 gennaio, gruppi di manifestanti antagonisti hanno assalito un agente della mobile, accerchiandolo e colpendo ripetutamente con martelli dopo avergli strappato via casco e scudo.
La Digos ha eseguito ventisei misure cautelari tra custodia in carcere, arresti domiciliari, divieto di dimora e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’ordinanza è stata emessa dal gip di Torino nei confronti di militanti antagonisti indagati per reati commessi durante la manifestazione. Le perquisizioni si sono svolte in Piemonte, Lombardia e Toscana.
Le accuse e i feriti
Le accuse contestate includono tentato omicidio, danneggiamento aggravato e lesioni aggravate. Un antagonista è indagato anche per l’incendio di un mezzo della polizia con un agente a bordo. Dieci poliziotti sono rimasti feriti durante gli scontri, con prognosi fino a 100 giorni.
Il leader arrestato
Tra i destinatari delle misure cautelari c'è anche un autonomo considerato uno dei leader di Askatasuna, ora detenuto in custodia cautelare. L’inchiesta della Digos ha portato alla luce una complessa rete di responsabilità tra gli antagonisti coinvolti nei disordini.