Le Giornate del Muto celebrano il mito di Zorro
Pordenone è stata la città protagonista dell’inaugurazione delle Giornate del Muto, festival dedicato al cinema muto e sonoro dei primi decenni del XX secolo. Quest’anno l’evento si è aperto con la proiezione di Don Q, Son of Zorro (1925), un sequel diretto del successo planetario de Il segno di Zorro (1920). Il film, che ha visto protagonista l’iconico Douglas Fairbanks, ha offerto al pubblico una nuova interpretazione del personaggio del cavaliere mascherato, consolidando il mito cinematografico nato dalla penna di Johnston McCulley.
La storia di Don Cesar de la Vega
Don Q, Son of Zorro narra la storia del figlio di Zorro, Don Cesar de la Vega, mandato in Spagna per studiare e apprendere le tradizioni. Impegnato in un intricato intreccio di intrighi alla corte reale, si innamora della bella Dolores de Muro, attirando l’ostilità di Don Sebastian, membro della guardia reale. Per sfuggire al pericolo, il giovane Zorro adotta l'identità del fuorilegge Don Q e smaschera i veri colpevoli, sfruttando abilità ginniche e spadache ormai leggendarie.
L’importanza della frusta
Un elemento distintivo del film è l'uso accentuato della frusta, resa protagonista di scene acrobatiche e coreografate da Douglas Fairbanks. Questa arma iconica, che ritroviamo decenni dopo nei film di Indiana Jones, divenne un simbolo immediatamente riconoscibile del personaggio di Don Q. Il restauro del film, realizzato dall’Istituto Danese del Cinema, ha restituito la sua originalità, preservando l’atmosfera e lo stile dell’epoca.
Un successo accolto dalla critica
La proiezione di Don Q, Son of Zorro è stata un successo per le Giornate del Muto. Il film, classificato tra le migliori opere dell’anno dal New York Times nel 1925, ha dimostrato la continua rilevanza del mito di Zorro e il fascino del cinema muto. La presenza di Donald Crisp nei panni del cattivo Don Sebastian ha aggiunto ulteriore valore alla pellicola.