Il recente vertice NATO ad Ankara ha evidenziato la necessità urgente per l’Italia e per l’intera Europa di rafforzare le proprie capacità difensive. Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa e attuale presidente del Copasir, sottolinea che questa non è una semplice questione di spesa, ma una condizione imprescindibile per garantire la libertà e la sovranità democratica. L'invasione russa dell’Ucraina ha scosso le fondamenta dell’ordine internazionale, dimostrando la fragilità delle attuali strategie e l’importanza di un approccio proattivo alla sicurezza.
Guerini critica il dibattito approssimativo sulla difesa, caratterizzato da cifre e date senza una visione strategica a lungo termine. Sostiene che gli impegni presi nelle alleanze devono essere considerati come responsabilità condivise, basate su un impegno concreto e graduale, senza slogan o immobilismo. L'aumento delle minacce – guerre, ricatti energetici, cyberattacchi, disinformazione – rende evidente la necessità di investire in capacità militari avanzate, inclusi sistemi di difesa aerea, cyber security, intelligence e infrastrutture critiche.
L’ex ministro evidenzia l'importanza di una difesa europea più forte e autonoma, capace di colmare le lacune esistenti e di contribuire alla deterrenza contro potenziali aggressioni. Questo non significa in contrasto con la NATO, ma piuttosto un pilastro europeo più robusto e credibile, in grado di operare in modo indipendente quando necessario. Guerini sottolinea l'importanza di una pianificazione e comando europei coordinati, supportati da strumenti come Safe e Readiness 2030, non come semplici simboli ideologici, ma come leve per costruire capacità comuni.
La tentazione opportunistica di ridurre le spese militari a causa delle pressioni politiche interne è stata contrastata dall'ex ministro, che evidenzia la necessità di investire in un bene pubblico fondamentale: la sicurezza. Senza una difesa adeguata, non c’è libertà politica né sovranità democratica. Guerini esorta a superare le divisioni ideologiche e a concentrarsi su obiettivi comuni, rafforzando la capacità europea di rispondere alle sfide globali.