Un attacco hacker ha colpito diversi supermercati nella Capitale, trasformando i frigoriferi in ambienti ad altissime temperature. Secondo quanto riportato dal Mattino, l’intrusione, avvenuta tra domenica e lunedì, ha interessato tre punti vendita a Colli Aniene, Ardeatino e Riano, oltre a un quarto nel Lazio (Sabaudia). Il raid digitale ha compromesso gli impianti di refrigerazione, causando un aumento delle temperature che ha superato i 50 gradi, con conseguenze devastanti per tonnellate di alimenti.
I gestori dei supermercati descrivono la situazione come «estrema» e «fuori dal controllo», evidenziando l’entità del danno. I dipendenti hanno lavorato freneticamente per svuotare gli scaffali, raccogliendo yogurt, pasta fresca, speck, prodotti vegani e altri alimenti in sacchi della spazzatura. La situazione è stata aggravata dalla rapidità con cui i prodotti sono diventati inutilizzabili, con alcuni che si sono sciolti completamente all’interno dei frigoriferi.
Le operazioni di pulizia e rimozione dei rifiuti sono state lunghe e complesse, richiedendo l'intervento dell'Asl e la stima dei danni da parte delle compagnie assicurative. I supermercati sono stati chiusi per tutta la giornata di lunedì per consentire il ripristino delle attività. La situazione a Riano è stata meno grave, ma anche lì i banchi frigo erano vuoti con avvisi ai consumatori che informavano del potenziale mancato reperimento di alcuni prodotti.
La vicenda evidenzia la vulnerabilità dei sistemi informatici e l’importanza della sicurezza alimentare. La corsa contro il tempo per rifornire gli scaffali testimonia l'impatto dell'attacco sulla catena di approvvigionamento locale.