Il ministro della Pubblica amministrazione Zangrillo ha dichiarato di essere alla ricerca di hacker, dopo che una manciata di individui anonimi ha fatto ammollo in frigoriferi interi legioni di surgelati. La preoccupazione si è spostata sui bersagli domestici: il rischio di interruzioni del servizio freezer, boiler, luce e soprattutto wi-fi è diventato concreto. Il ministro lamenta che «non avete idea di quanto guadagnino!» e descrive i potenziali angeli custodi come ragazzi tra i 18 e i 25 anni con tatuaggi e orecchini, che potrebbero percepire un milione di euro all'anno.
Zangrillo sottolinea la disparità tra il potenziale valore di questi hacker e gli stipendi massimi consentiti nel settore pubblico (311 mila euro). Suggerisce di considerare gli hacker come idraulici, valorizzandone le competenze per aziende turbocapitaliste. Propone inoltre un investimento nella prevenzione e nell'istruzione, formando apprendisti hacker disposti ad accettare stipendi inizialmente più bassi.
Tuttavia, il ministro ammette che «mancano i soldi pure per quello». La priorità sembra essere quella di sostenere le aziende più grandi, lasciando poco spazio per iniziative legate alla cybersicurezza e al potenziale sviluppo di nuove competenze. L'intervento del ministro evidenzia una situazione critica nel contrasto alle minacce informatiche.