Scuola: Un Decreto Controverso sul Numero di Studenti Stranieri
Il governo italiano ha presentato un decreto legge volto a regolamentare la presenza di studenti stranieri nelle scuole, ponendo un limite del 30% alle classi con una prevalenza significativa di alunni non italiani. Questa misura, ripresa da una circolare del 2010 dell’allora ministra Maria Stella Gelmini, mira a garantire un adeguato livello di apprendimento dell'italiano per tutti gli studenti. Tuttavia, l'applicazione pratica del decreto solleva diverse questioni e preoccupazioni.
Il Meccanismo del Decreto
Il decreto si concentra specificamente sugli studenti di cittadinanza non europea che presentano difficoltà nell’uso della lingua italiana. Il criterio di valutazione si basa su punteggi bassi ottenuti nei test Invalsi e sulla mancata partecipazione alle prove di valutazione dei livelli di preparazione. Il ministro dell'istruzione, in una recente dichiarazione, ha definito il criterio come «chi — disse il ministro un mese fa — non sa dire buongiorno e buonasera», indicando che questo sarà il parametro principale per l’applicazione del limite.
Dati e Numeri Chiave
- Circa 930.000 bambini e ragazzi (11,6% del totale) sono studenti stranieri in Italia: 607.000 nati in Italia, 323.000 all'estero.
- 84.000 nuovi studenti stranieri sono arrivati negli ultimi cinque anni, con previsioni di ulteriori aumenti.
- Solo il 14% delle classi (circa 1.000 su 300.000) supera la soglia del 20% di alunni di prima generazione.
Reazioni e Critiche
Il decreto ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni vedono nella misura un tentativo di garantire la qualità dell'istruzione, altri temono possibili conseguenze negative per gli studenti e le famiglie. Il caporedattore della Lega ha espresso preoccupazione per l’attuabilità del decreto, sottolineando la difficoltà di gestire la composizione delle classi. La dirigente di una scuola multietnica evidenzia che il problema non è tanto il numero di studenti stranieri, quanto le differenze culturali e urbanistiche. Il sindacato Anpi si oppone alla chiusura delle scuole in presenza di un elevato numero di alunni stranieri.
Implicazioni Future
Il decreto solleva interrogativi sulla gestione delle scuole con alta densità di studenti stranieri, sul ruolo dei presidi e sulla necessità di coordinamento tra istituzioni. La questione del divieto di mascheramento e travisamento, già presente nella legge Reale, è stata oggetto di ulteriori modifiche, eliminando i «giustificati motivi» religiosi e culturali.