Un team internazionale di ricercatori ha scoperto prove dell'uso di cannabis durante i riti funebri di 2.800 anni fa, nel sito archeologico di Tunnug 1 nella Siberia meridionale. Lo studio, pubblicato su Science, rivela la presenza di tracce chimiche di tetraidrocannabinolo (THC) nei capelli di resti umani rinvenuti insieme a oltre 1.400 semi di cannabis. La datazione al radiocarbonio colloca il deposito all'inizio dell’VIII secolo avanti Cristo.
La scoperta rivoluzionaria
L’elemento più sorprendente del ritrovamento è l’analisi dei capelli, che ha identificato non solo il THC, ma anche il cannabinolo, una sostanza derivata dall'ossidazione del THC. Questo suggerisce un consumo effettivo della pianta e il suo impiego per alterare lo stato di coscienza durante pratiche rituali. Il deposito fa parte di un tumulo monumentale della cultura scita, caratterizzato da un apparato funerario elaborato e associato a sacrifici di cavalli e, probabilmente, umani.
Contesto storico e culturale
Gli archeologi hanno recuperato i semi di cannabis, le dimensioni ridotte e le caratteristiche fisiche dei quali suggeriscono un'origine selvaggia. La scoperta rafforza l’ipotesi che la cannabis fosse utilizzata non solo per applicazioni pratiche, ma anche come parte integrante di rituali e cerimonie funerarie. Il ritrovamento rappresenta la più antica prova diretta, accompagnata da una datazione certa, dell'utilizzo della cannabis per i suoi effetti psicoattivi nell'ambito di cerimonie e pratiche culturali delle popolazioni antiche.
- Data Scoperta: Inizio VIII secolo a.C.
- Sito Archeologico: Tunnug 1, Valle di Uyuk, Siberia meridionale
- Materiali Analizzati: Semi di cannabis e resti di capelli umani
- Composto Principale Rilevato: Tetraidrocannabinolo (THC)