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Ex Ilva, tavolo cassa integrazione: quasi 9mila lavoratori e nuove incognite per la gara d'acquisto

Si apre la trattativa tra Acciaierie d’Italia e sindacati per la cassa integrazione straordinaria, mentre si avvicina la scadenza per l'assegnazione dell'ex Ilva con diverse offerte in campo.

Di Redazione PuntoCronaca • • Lettura 2 min
Ex Ilva, tavolo cassa integrazione: quasi 9mila lavoratori e nuove incognite per la gara d'acquisto
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    Al via un tavolo di lavoro al Ministero del Lavoro per affrontare la complessa situazione della ex Ilva. Acciaierie d’Italia ha chiesto una cassa integrazione straordinaria per quasi 9.000 dipendenti, di cui oltre 6.900 a Taranto, in seguito alla conferma della fermata dell’area caldo da parte della Cassazione. La misura, già in corso per 4.450 addetti (3.800 a Taranto), sarà potenziata con un'integrazione economica.

    Le principali questioni riguardano il numero dei lavoratori coinvolti, la tempistica dei pagamenti e la sostenibilità della cassa integrazione. I sindacati contestano la mancanza di riferimenti alle aree produttive attive a Taranto e Genova, evidenziando che la produzione da altre industrie (come Marcegaglia) potrebbe richiedere una riduzione della cassa integrazione. Inoltre, si solleva il problema del pagamento anticipato da parte dell’azienda, attualmente garantito dall'Inps, ma con una frequenza variabile.

    Parallelamente alla trattativa sulla cassa integrazione, la scadenza alle 24:00 di domenica per la gara d’acquisto degli asset dell’ex Ilva si avvicina. Jindal Group è considerato il principale contendente, ma la sua offerta dovrà tenere conto della funzionalità solo dell'area a freddo. Diverse altre aziende, tra cui Arvedi e Ce Industries, sono in lizza, con Flacks Group che ha richiesto un finanziamento da 1 miliardo. L’abbandono di Federacciai rappresenta una seria incognita per il futuro del sito.

    La situazione è quindi caratterizzata da molteplici fattori di rischio e incertezze, che rendono complesso individuare un soggetto in grado di rilanciare l'operazione. Il Governo dovrà trovare un equilibrio tra le esigenze dei lavoratori, gli interessi economici delle aziende e la necessità di garantire la riqualificazione del sito di Taranto.

    Fonti e Verifica Redazionale: Articolo redatto dalla Redazione di PuntoCronaca secondo la nostra Linea Editoriale, a partire dai dati diffusi dalla fonte primaria: Quotidiano di Puglia. Consulta fonte d'origine →

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